Torino Obiettivo Finale: il nuovo romanzo di Rocco Ballacchino

Martedì alle 18 vi sarà presso la Feltrinelli di piazza CLN la presentazione di Torino Obiettivo Finale (Fratelli Frilli Editori), il nuovo romanzo di Rocco Ballacchino, con la partecipazione di Enrico Pandiani.

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Abbiamo chiesto all’autore di raccontare il proprio percorso ed il nuovo romanzo come se fossimo in un giallo e quindi di svelarci gli indizi per arrivare a scoprirlo. Procediamo quindi per ordine.

1. Scenario. Sin dalla copertina si deduce che il romanzo sia ambientato tra Torino e Parigi. Come mai la scelta di queste due città? Che differenze riscontri tra le due?

Sono due città che hanno diversi punti di contatto, più volte citati anche da altri autori. Nel caso di Obiettivo Finale c’è un parallelismo tra i dolorosi fatti accaduti a Parigi nel novembre 2015 e quanto avviene a Torino, nella storia che ho ideato, negli stessi giorni.

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2. Pregresso. Obiettivo finale è il settimo libro che scrivi ambientato a Torino. Vi è un filo conduttore che lega queste opere? La città si presta a fare da scenario noir?

Torino è il mio nido e non potrei scrivere vicende noir ambientate in altri luoghi. È una città piena di scorci interessanti e misteriosi, l’ideale per inserire vittime tra le sue vie e piazze.

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3. Flashback. Puoi darci qualche indizio per ognuno dei libri precedenti per provare ad immedesimarci nell’atmosfera del giallo o capirne la trama?

Giochiamo.
Crisantemi a Ferragosto: un cadavere senza passato
Appello Mortale: omicidi in ordine alfabetico
Favola Nera: una ragazza sparita nel nulla
Trappola a Porta Nuova: chi ha incastrato Daniele Bagli?
Scena del crimine: delitti su un set cinematografico.
Trama imperfetta: un giallo tra i monumenti di Torino
Obiettivo Finale: non so cosa voglia ma so come ottenerlo

 

4. Identikit. Chi è Rocco Ballacchino? Come mai la scelta di fare lo scrittore e di dedicarti al filone noir?

Sono un impiegato e un padre di famiglia con la passione della scrittura, la mia più grande forma di evasione dalla durezza del mondo. Scrivo gialli perché mi diverto come un bambino alle giostre.

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5. L’assassino o il colpevole. In ogni libro giallo o noir che si rispetti c’è un cattivo che affascina. Nei tuoi libri si scopre alla fine o fa capolino già durante la narrazione?

Naturalmente c’è sempre un colpevole, ma mi piace tenermi il colpo di scena in canna proprio per il finale della storia, seminando la trama di falsi indizi.

6. Indizi. Puoi darci qualche indizio per cominciare ad entrare nel tuo mondo? Per provare a vedere Torino in giallo o in nero, magari con spunti che hai trovato durante la scrittura dei tuoi romanzi

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Torino è una città piena di luoghi intriganti. In Trama imperfetta per esempio ho costruito un giallo citando i monumenti dedicati al Risorgimento, presenti in città. In molti mi hanno detto che, dopo aver letto il libro, hanno scoperto il significato di alcuni monumenti che avevano sino ad allora ignorato.

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7. Il team di indagine. So che sei uno dei membri fondatori di Torinoir, con i quali siete da poco usciti con il romanzo Porta Palazzo in noir. Com’è lavorare con loro? Che risultati state riscontrando?

Torinoir è un’esperienza molto positiva, in cui 12 autori di gialli e noir si sono coalizzati per promuovere questo genere di letteratura, ottenendo, sino a oggi, ottimi risultati. Porta Palazzo in noir, uscito con La Stampa (Edizioni del Capricorno), ha avuto una buona accoglienza tra i lettori.
In questi giorni poi sta uscendo la Memonoir 2017 (Golem Edizioni), il nostro libro-agenda dedicato al mondo del giallo-noir.
Dal punto di vista umano è una gioia condividere quest’avventura con autori diventati ormai amici.

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Fabio Girelli – uno degli autori di Memonoir 2017

 

8. Il detective. Ora i lettori saranno entrati nei panni dei detective. Come possono fare per rimanere in contatto con voi e con il collettivo Torinoir?

Attraverso la nostra pagina Facebook, il nostro profilo Twitter e il sito di Torinoir, ma soprattutto venendo a conoscerci di persona. Diventate nostri complici!

Luca Calderan