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Diego Budicin: da Pianezza al concerto con Steve Vai

Il 5 luglio si esibiranno sul palco del Gru Village i G3, spettacolo che raduna i migliori chitarristi nel mondo in un concerto collettivo. In questa occasione si esibiranno sul palco Steve Vai, Joe Satriani e gli Aristocrats.

G3
A pochi giorni dal concerto abbiamo incontrato il maestro di chitarra Diego Budicin, che ha avuto l’occasione di suonare con Steve Vai qualche anno fa, per un’intervista esclusiva.

Diego Budicin

Cominciamo dalle domande tradizionali. Quando hai cominciato a suonare la chitarra?

Ho cominciato all’età di 8 anni. Mio padre si dilettava con una chitarra acustica e spesso la sera suonava a me e mio fratello qualche accordo prima di addormentarci. Ricordo bene la serata in cui scattò la scintilla, ero solito osservarlo ed ascoltarlo attentamente durante le sue suonate. Un bel giorno fui preso dall’entusiasmo e gli chiesi di insegnarmi, così il giorno seguente iniziammo il lavoro sui primi accordi!

 

I tuoi video didattici sullo studio della chitarra hanno suscitato un interesse notevole sul web. Quale tecnica ha riscosso maggiore successo?

Sicuramente la tecnica del Tapping, che da sempre affascina i suonatori di chitarra e sorprende anche coloro che non si sono mai affacciati allo studio dello strumento. In effetti, si tratta di una tecnica che impone un modo non convenzionale di suonare lo strumento, utilizzando entrambe le mani sulla tastiera della chitarra.

 

So che però sei anche un maestro di chitarra nel senso tradizionale del termine. Che differenze noti tra l’approccio dei tutorial video e la tecnica di insegnamento tradizionale?

Assisto sempre con ammirazione al progresso scientifico che ha effetto sul modo in cui viviamo e lavoriamo. In questo caso, da alcuni anni si sta imponendo sempre di più il fenomeno dell’e-learning, ovvero dell’apprendimento elettronico, tramite corsi di formazione online.
Circa tre anni fa ho ricevuto una proposta di lavoro dal fondatore della piattaforma Guitarmasterclass. Questa esperienza mi ha permesso di approfondire degli aspetti apparentemente slegati dal contesto dell’attività didattica, ad esempio l’approfondimento di alcune tecniche di registrazione video e di missaggio audio.

Il metodo di apprendimento attraverso il materiale video è risultato efficace per molte persone, ma tanti allievi si lamentano del “distacco” relativo alla distanza fisica dal loro insegnante. Personalmente sono contento di poter lavorare su entrambi i fronti, soddisfacendo così un bacino di allievi provenienti da differenti Paesi del mondo.

Diego Budicin all’Ibanez Day 2015 con Kiko Loureiro e Giacomo Castellano

In questi anni hai suonato con molti chitarristi italiani, anche famosi. Qualche aneddoto?

Posso dirti che ogni esperienza è stata vissuta con il massimo dell’entusiasmo e dell’emozione! In molti casi mi sono sentito un pesce fuor d’acqua e sono grato di avere avuto la possibilità di suonare con chitarristi come Ciro Manna, Marco Sfogli, Giacomo Castellano, Cesareo, Gianni Rojatti, Mario Schilirò e tanti altri. Tutte queste persone sono accomunate da un fortissima passione per la musica.

 

Qualche anno fa hai avuto la possibilità di conoscere Steve Vai e suonare con lui. Com’è nata questa occasione?

Nel 2012 partecipai alla “Steve Vai Competition” indetta dalla piattaforma online MusicOff. Videoregistrai un mio assolo su una base di Steve Vai e riuscii a vincere il contest, a cui presero parte dei grandissimi musicisti italiani e non solo (un esempio fu la partecipazione di Andrè Nieri, chitarrista brasiliano considerato oggi tra i migliori del mondo).

Il premio consistette nel ricevere una Ibanez Jem dallo stesso Steve Vai, nell’ambito di un meet and greet organizzato prima di un suo concerto, tenutosi al Pala Atlantico di Roma. Poco prima che Steve si dirigesse verso il suo camerino, gli porsi una chiavetta USB che conteneva alcuni miei brani originali.

A quel punto lui mi chiese di partecipare ad una jam session, verso la fine del suo concerto. Quello fu un momento il cui ricordo mi fa emozionare ancora oggi. Steve si dimostrò una persona assolutamente gentile e disponibile nel darmi questa opportunità, davvero un grande Artista!

Diego Budicin Ibanez

 

Attualmente sei uno dei rappresentanti italiani per il marchio di chitarre Ibanez, come Steve Vai e Joe Satriani. Come è nata questa collaborazione?

Proprio da quell’occasione. Un paio di mesi dopo la jam con Steve, chiesi ad un commerciale di Mogar Music, che avevo incontrato durante il meet and greet con Vai, se potesse essere possibile provare uno strumento, si trattava di un’Ibanez a sette corde. A quel punto ebbi la possibilità di incontrare i responsabili dell’azienda per i marchi Ibanez e Laney, collaborazione che ho l’onore di portare avanti tutt’oggi.

Che cosa ti aspetti, come fan ed esperto, dal concerto dei G3?

Sono molto contento che Torino possa ospitare eventi di questa portata! Naturalmente mi aspetto delle performance stellari da parte dei musicisti (non dimentichiamoci anche dell’immenso Guthrie Govan e degli Aristocrats). Non ho mai avuto il piacere di ascoltare dal vivo Joe Satriani, quindi sono molto curioso in merito al modo in cui saprà coinvolgere l’audience con la sua musica.

 

So che hai fatto anche alcuni concerti in America. Quali differenze hai notato rispetto alla situazione italiana?

Ho notato un interesse maggiore per la musica ed un profondo senso di rispetto nei confronti di chi suona e se ne occupa. Sicuramente le opportunità per i musicisti sono maggiori in un paese come gli Stati Uniti, rispetto a quelle che ci vengono offerte nel nostro paese.

So che molti ragazzi sono alla ricerca perenne di scale o trucchi che permettano di stupire o di suonare più veloci. Vuoi sfatare questo mito?

Decisamente si! A mio avviso in musica non esistono trucchi, esistono solo la dedizione, l’orecchio e la ricerca che ognuno di noi porta avanti sul proprio strumento. Imparare ad ascoltarsi e criticarsi al fine di una crescita personale deve essere la qualità principale di ogni musicista.

Diego acoustic

Un’ultima domanda. Cosa bisogna fare per imparare a suonare bene la chitarra? Serve solo la tecnica?

Assolutamente no, la tecnica dev’essere curata solo al fine di articolare meglio il movimento delle mani rispetto a ciò che si vuole suonare. Puoi comunicare e trasmettere anche solo con due note, suonate a tempo, con intenzione e con una buona dinamica.  Cosa ci vuole per suonare bene la chitarra? Quando lo saprò fare te lo dirò 🙂

Quindi cosa consigli a chi voglia avvicinarsi allo studio della chitarra?

Un punto di partenza è sicuramente quello di comprendere bene il manico dello strumento, ascoltando il suono delle varie note e conoscendo bene la posizione degli intervalli e dei voicing di ogni accordo. Poi sarà l’orecchio a guidarti!

Naturalmente l’altra metà del lavoro consiste nello studio della teoria musicale, per poter capire cosa accade armonicamente quando andiamo a suonare un brano. Inoltre, leggendo uno spartito, migliora notevolmente anche la tua capacità di visualizzare le note sulla tastiera, perciò è molto importante portare avanti il lavoro su tutti i fronti al fine di potersi definire seriamente un musicista.

Luca Calderan

Se anche voi sognate una carriera come quella di Diego Budicin da oggi sono aperte le iscrizioni per il nuovo contest Ibanez Flying Fingers:

Luca Calderan
Luca Calderan è un redattore e SEO con numerosi anni di esperienza in ambito editoriale. Ex collaboratore de lastampa.it ed impiegato in ambito finance dal 2007. Luca racconta da sempre la città di Torino ed i suoi cambiamenti. Ha intervistato i più famosi artisti di Torino, sia quelli famosi che i musicisti di Torino. Volontario presso TEDxTorino e GDG Google Developer Group Torino.
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