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Garabato: un teatro piccolo piccolo nel cuore di Barriera

Il Teatro Garabato è il teatro più piccolo di Torino, con soli 27 posti, e si trova in via Monterosa 42.

L’inaugurazione vera e propria avverrà il 27 ottobre in occasione del Nesxt Indipendent Art Festival con la rassegna Wunderkammer.

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Entrando incontriamo Andrès Aguirre, Roque Fucci, ovvero due artisti che hanno creato questo teatro dietro piazza Foroni, trasformando un negozio di cornici in un luogo di incontro e di sperimentazione. A loro si è poi unito Luca Atzori, drammaturgo, regista teatrale e musicista torinese.

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Per capire lo spirito di questo posto partiamo dalla pagina facebook del teatro recita:

“Minuscolo come la cassa di un carillon, il Teatro Garabato ospita l’intimità: con il suo palco di cartapesta su cui recita un pubblico-attore, realizza un’idea delicata come la poesia; è una bolla di sapone che percorre Barriera di Milano per raccogliersi poi sotto la sua volta affrescata dalla danza delle Ore.”

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Un solo gradino separa gli spettatori dal palcoscenico, che così hanno la sensazione di poter essere immersi pienamente nella scena e diventare parte integrante della narrazione.

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Qualcosa di più dello sfondamento della quarta parete, perché vi è un vero coinvolgimento emotivo ed inoltre a volte il pubblico può anche accedere al retro del palco, dove si svolgeranno laboratori creativi.

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Il primo rimando è al piccolo teatro ambulante del film Parnassus, capace di creare un ingresso verso il mondo del fantastico oppure Carrol, richiamato anche dallo specchio posto di fianco al palco.

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Il nome  Garabato deriva dallo spagnolo scarabocchio, bozzetto ed il teatro rappresenta un incontro di culture, che si respira appena si mette piede all’interno, forse anche grazie all’incontro di tre artisti: Andès Aguirre è un attore di origine messicana, Roque Fucci è un ceramista argentino e Luca Atzori è un drammaturgo, attore e regista torinese.

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Varcando la soglia si ha la sensazione di entrare in un ambiente e in un mondo diversi, personalmente ho avuto la sensazione di trovarmi a Cuba, o comunque in una località sudamericana, forse per via dei suoni, dei colori, del contatto umano o più in generale dell’atmosfera leggera e carica di spunti creativi.

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Andrès ci spiega che l’idea del teatro nasce perché era alla ricerca di un posto dover poter provare spettacoli sperimentali, con la sabbia e Roque ha deciso di mettere a disposizione il suo spazio. Luca ci spiega invece che le serate vedranno alternarsi sul palco artisti di ogni estrazione, con spettacoli di teatro, concerti e presentazione di progetti locali, come la nascita della rivista In Pensiero.

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Gli artisti hanno realizzato lo spazio con la raccolta di materiale di riciclo, grazie al contributo progressivo di vari artisti e degli abitanti del quartiere e questo denota le altre due caratteristiche di questo teatro: il riuso e l’incontro, inteso sia come contaminazione tra i generi che come vera e propria cooperazione tra gli artisti, in cui ciascuno porta il proprio contributo al progetto comune.

Un esempio è il trompe-l’oeil della danza delle Ore di Sarah Bowyer che adorna il soffitto creando una volta di donne danzanti a metà tra ninfe e donne reali, sulla testa degli spettatori.

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Sempre dalla pagina del teatro:

“È possibile che l’arte possa intrecciare un dialogo con i visitatori fino a trasformarli in artisti?”
In questa casa della fantasia, dove la sperimentazione è proposta con il buon garbo di una nobile signora e con l’estro un po’ matto di uno scarabocchio (garabato in spagnolo), ogni trasformazione si compie: arredato con il fasto di una reggia da burattini, il Teatro Garabato sceglie tra i residui della nostra vita distratta le intenzioni gentili che talvolta gettiamo nella spazzatura e concede loro uno spazio piccolo ma colorato.”

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Mentre parliamo giunge Nella Caffaratti che ci parla del Presidio Artistico Circolare, che intende aggregare gli artisti locali, con manifestazioni a 360 gradi che spaziano tra tutte le arti, dalla scrittura, al teatro, alla musica, per favorire la sopravvivenza degli artisti, culturalmente e materialmente e che presenteranno a Nesxt le loro proposte ed il loro manifesto. Anche per loro il concetto di base è la contaminazione ed il contatto tra le arti, la sperimentazione ed il contatto tra gli artisti.

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A fine serata sembra quasi un peccato salutarsi, mentre anche la chiusura sembra solo l’inizio di un altro viaggio, certi di rivedersi presto, in questo posto che fa entrare il teatro sperimentale in Barriera di Milano e, forse anche grazie alla finestra che dà sulla strada, permette a Barriera di entrare e diventare parte di questa nuova fase di trasformazione artistica e culturale.

Luca Calderan

 

Luca Calderan
Luca Calderan è un redattore e SEO con numerosi anni di esperienza in ambito editoriale. Ex collaboratore de lastampa.it ed impiegato in ambito finance dal 2007. Luca racconta da sempre la città di Torino ed i suoi cambiamenti. Ha intervistato i più famosi artisti di Torino, sia quelli famosi che i musicisti di Torino. Volontario presso TEDxTorino e GDG Google Developer Group Torino.
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