Cinema

La NBC ci riprova con Crisis. Il destino della serie sarà nel titolo?

Washington , Ballard high school, la scuola dove sono iscritti i figli degli uomini più potenti degli Stati Uniti, incluso quello del presidente . Eppure nonostante la sicurezza ferrea,  questi  vengono rapiti, senza lasciare tracce.

Crisis: la serie tv

Sono questi i primi minuti che vivrete guardando l’episodio pilota di Crisis, la nuova serie tv di produzione NBC in onda sui suoi canali dal 16 Marzo, e che molto probabilmente potremo vedere fra pochi mesi anche in Italia.

CRISIS - serie tv

Gillian Anderson

Dopo alcuni recenti insuccessi il network statunitense ci riprova con una grande produzione e per farlo inserisce pezzi grossi nel cast ,  come Gillian Anderson ( The X-files) e Dermot Mulroney ( Il matrimonio del mio migliore amico; Zodiac), e non contenta  butta lì nella trama pure gli ingredienti must del drama USA: Presidente, FBI, multimilionari, servizi segreti etc…

La trama di Crisis

Messa così le premesse non sembrano eccellenti, eppure ne esce un plot ( diciamolo in inglese che fa figo e non impegna) insolitamente originale. Un telefilm in cui spesso si ha la sensazione  che ci sia di più di quel che si vede. Nelle  prime puntate decifrare le intenzioni dei rapitori è compito arduo,  e con il passare degli episodi si è costretti a ricredersi anche sul quel poco che si pensava d’aver compreso, con un intrigante dubbio che  si fa più insistente  sino a diventare un bel “ok,  forse non ho capito”.

Quindi è fatta, sarà un successo! Mmmh no. O almeno non è scontato. Perché Crisis così come fu per The Event ( NBC) , FlashForward ( ABC) e Alcatraz ( Fox) soffre di un un problema assai difficile da aggirare: è bastato su un unico grande fatto da cui tutto e su cui tutto si dipana. Perché per chi come me seguì a suo tempo le  serie sopra citate, è ben arduo sostenere che non fossero geniali, originali , ben scritte e chi più ne ha più ne metta, ma non videro mai la stagione due, talvolta neppure la fine della uno. Infatti il grande evento per quanto in grado di generare una storiona sul lungo periodo soffre molto nel breve. Mi spiego meglio; è difficile per una serie che nasce così strettamente correlata a un “fatto” di notevole impatto lasciarlo per strada o in sordina per qualche puntata per non esaurire la storia già nella prima stagione. Ciò costringe  gli sceneggiatori a inventarsi quelle puntate riempitive di metà serie, che il più delle volte sono inutili  e diciamolo, pure noiose, e che puntualmente portano una buona fetta di pubblico a stufarsi prima ancora di affezionarsi alla serie. Morale: calo di ascolti, produzione collassa, e serie chiusa prima del tempo. Diversamente un  poliziesco può sempre infilare un caso un po’  slegato dal contesto, così per guadagnare tempo. Una puntata sul passato da drogato del detective o una in cui il cattivo sembra buono non si negano mai a nessuno.

Questo ci lascia alla grande, annosa, domanda: ce la faranno i creatori di Crisis a tenere in vita la serie? Diventerà un successo in stile “24” o cadrà subito? Lo sapremo tra qualche settimana , concediamole il beneficio del dubbio. Non solo, facciamo anche un altro passo nei confronti di sceneggiatori e produttori, che forse hanno ragione a provarci, pure con tutte quelle puntate ponte  perché ammettiamolo, non si può mica pensare di condensare tutto in poche puntate e sperare di affezionarsi il pubblico!

Vero Sherlock?