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L’Europa vista da Torino: la visione machiavellica di Chabod

Chabod e la sua visione

Proseguiamo la panoramica dei personaggi storici che hanno anticipato l’idea di Europa, dopo aver esplorato la visione di Cavour il dottor Di Giovanni ci introduce nel mondo di Chabod, laureatosi nel 1923 a Torino con una tesi si Niccolò Machiavelli da cui il saggio dell’anno seguente: Introduzione al Principe.

Il canone Chabod 

Chabod ha introdotto un nuovo modo di intendere lo studio della storia ed infatti si parla ancor oggi di canone Chabod e si è distinto per l’azione politica in favore della Valle D’Aosta, per la passione alpinistica oltre che per l’impegno partigiano.

Chabod: storico e politico

“In questa fase post elettorale ho deciso di scrivere ancora di Europa, prima di passare ad altre tematiche, e vorrei farlo attraverso il pensiero di uno storico italiano forse non molto conosciuto al grande pubblico : Federico Chabod. Storico e politico italiano, patrocinatore della causa valdostana, il nostro si laurea presso la facoltà di Lettere dell’Università di Torino con una tesi su Machiavelli nel 1923 e dal 1934 inizia la sua carriera universitaria come docente. Vicino al Partito d’Azione partecipa alla resistenza in Valle d’Aosta e diventa Presidente della Regione nel 1946.

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L’idea d’Europa di Chabod

Nel 1961 pubblica Storia dell’idea d’Europa, un volumetto che racchiude un corso universitario sulla storia d’Europa tenuto presso la Facoltà di Lettere di Milano nel 1943. Questa esigenza nasce dal desiderio di ricostruire una idea d’Europa, ormai distrutta dalla guerra, e dalla fede in alcuni valori supremi, morali e spirituali che sono creazione della nostra civiltà europea (1). L’autore vuole soprattutto capire come e quando i nostri avi abbiano acquistato coscienza di essere europei (2). Sa che uno storico, ponendosi interrogativi per fare ricerche, deve partire dalla sua coscienza e dal suo spirito soggettivo ma deve anche rispettare e non travisare i testi e il loro contenuto filologico.

La Coscienza europea

Coscienza europea significa differenziare l’Europa come entità politica e morale da altre : il concetto di Europa deve formarsi per contrapposizione (…) e il fondamento polemico è essenziale (3). La prima contrapposizione fra Europa e non Europa (l’Asia) nasce nel mondo greco. Con le guerre persiane e l’era di Alessandro Magno si forma un senso di Europa opposta all’Asia : la libertà e la partecipazione alla vita pubblica contro il dispotismo e la tirannide, l’Occidente contro l’Oriente.

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Lo spostamento dei confini europei

Un’idea ancora primordiale e non ben definita ovviamente, tanto è vero che i “confini europei” si sposteranno in successione dal contesto greco a quello romano e da quello cristiano a quello rinascimentale. La prima formulazione di Europa come di una comunità politica risale a Machiavelli. Un territorio che ha modi di organizzazione politica comuni, repubblica o monarchia, contrapposti al dispotismo asiatico. Una pluralità di stati che impedisce l’avvento di una “monarchia universale” (4). Con le scoperte geografiche del ‘500 si delinea una nuova idea di Europa non più legata solo alla religione o alla forma di stato, ma alla contrapposizione sociale e culturale tra mondo europeo e indigeno.

I due modi di vedere Chabod

Alcuni scrittori vedono nell’Europa un mondo “superiore”, altri invece seguono il “mito del buon selvaggio” come monito ad una Europa lacerata da guerre intestine che dovrebbe imparare dal nuovo mondo pacifico. Una polemica che muove dal desiderio di rendere l’Europa più saggia e grande. Altri ancora come Montesquieu esaltano invece l’etica del lavoro e il dinamismo socio-commerciale europeo contrapposto all’inerzia orientale e delle civiltà precolombiane. Il senso europeo di matrice illuminista dà una rinnovata forza progressista all’idea di Europa ma questa viene a interrompersi con l’affermarsi dell’idea di nazione : il particolare contro il generale.

Chabod

La Nazione come programma

Nazione come programma e come volontà di essere nazione, idea romantica, non ancora nazione che deve prevaricare sulle altre. Il tutto e il singolo possono coesistere e migliorarsi a vicenda nel ‘800, ma nel secolo successivo prevarrà l’idea che una nazione possa imporre la sua visione in nome di una presunta superiorità razziale o di particolari rivendicazioni territoriali perché senza spazio vitale. Viene esaltato il singolo e il tutto deve adeguarsi. Dopo il 1945 si è voluto ritornare all’idea illuminista di Europa dove il singolo e il tutto possono convivere e collaborare, e dove i fattori culturali e morali comuni devono far da guida alla nuova Europa e prevalere su quelli di parte.”

 Daniele Di Giovanni

NOTE

  1. Federico Chabod, 1961, p.5.
  2. Ibidem.
  3. Ibid., p. 23.
  4. Ibid., p. 55.

 

BIBLIOGRAFIA

Federico Chabod, Storia dell’idea di Europa, Bari, Editori Laterza, 1961.

 

NOTE

  1. Federico Chabod, 1961, p.5.
  2. Ibidem.
  3. Ibid., p. 23.
  4. Ibid., p. 55.