Musica Torino

Mascinga vs The Thing: bassisti a confronto

Il ruolo del bassista

La figura del bassista è da sempre sottovalutata, ancor più se si pensa alla figura ambivalente del bassista cantante. Eppure i precedenti illustri non mancano se pensiamo a Paul Mc Cartney, Sting, Lemmy dei Motorhead o a Duff McKagan dei Guns n’ Roses. Gli esempi in Italia si contano sulla punta delle dita, uno su tutti Max Gazzè o il bassista/cantante dei Nomadi Massimo Vecchi.

Risulta perciò singolare che due band italiane scelgano di basarsi sulla figura del frontman bassista e cantante, ancor più se consideriamo il fatto di fare musica di impronta straniera.

Intervista doppia a Mascinga e The Thing

Perciò ecco l’intervista doppia ai bassisti/cantanti di Mascinga e The Thing, rispettivamente Davide e Michele che abbrevieremo con le iniziali.

mascinga e the thing

1. Perché la scelta di abbinare voce e basso?

D: Pensiamo che nel nostro modo di fare musica il bassista cantante sia un’arma vincente poiché ci permette di mantenere una linea di basso essenziale ma efficace, lasciando spazio a chitarre molto aggressive.

M: Inizialmente volevo che cantasse mio fratello Lorenzo che aveva già fatto Perfect Pop da polistrumentista e cantante, ma a suo dire faceva fatica con le mie metriche. Alla fine sono stato il ripiego di me stesso, visto che le canzoni le scrivo io nei THE THING. Quindi come si dice “me la canto e me la suono”.

2. Il fatto di suonare il basso influenza la scrittura delle canzoni?

D: Sicuramente limita un po’ quello che è lo strumento fondamentale di una band. Ma nel nostro caso non influenza la scrittura delle canzoni. La nostra musica nasce dalle esperienze che abbiamo fatto in 15 anni di ascolti e concerti!!!

M: Scrivo con la chitarra, quindi direi di no. Il basso è una chitarra un po’ sfigata perché è difficile scriverci o fare una cosa basso a voce. Per questo mi è simpatico, è un po’ la mia controparte musicale. È una chitarra disadattata. Te lo vedi uno in spiaggia davanti ad un falò con il basso che canta i Beatles?

Michele con i The Thing
Michele con i The Thing

3. Da cosa nasce la scelta di autoprodursi? Come vedete il mercato musicale attuale?

D: Essere indipendenti è il nostro modo di vedere la musica !!! Preferiamo scrivere arrangiare e produrre la nostre canzoni in tutto e per tutto semplicemente perché ci piace farlo. Il nostro secondo disco Veleno è stato prodotto dalla “Rusty nail records” che poi non è altro che la nostra etichetta!!! Il mercato discografico è pressoché morto oppure sta vivendo una nuova vita con tramite il web??? Dipende dai punti di vista, ma quello che conta per noi e divertirsi e ogni momento è buono per scrivere nuove canzoni .

M: In verità abbiamo prodotto i nostri EP da soli come fossero dei demo. Ora (almeno per quanto riguarda i live) siamo orgogliosamente parte della scuderia di Giulio Tedeschi e Toast Records. Autoprodursi è un bel modo di far vedere cosa ti gira in testa e cosa sai (o non sai) fare. Anche gli Smiths l’avevano fatto con Hand in Glove, il loro primo singolo. E se l’hanno fatto loro…

4. Alcune celebri canzoni nascono da giri di basso. Penso a Pink Floyd, Deep Purple, Sting o i Queen. Qual è la vostra preferita?

D: God of thunder dei KISS.

M: Di canzoni basate sul basso, anche se era un synth, direi che Billie Jean è la mia preferita. Mi immagino Quincy Jones che guarda in faccia Michael Jackson in studio e gli dice: “Mike, mi sa che qui abbiamo fatto una figata”. Di altri giri pazzeschi per quanto semplici penso a Come Together e Lucy in the sky with diamonds.

5. Quale band ha influenzato le vostre scelte in campo artistico?

D: Sicuramente Kiss e Guns n’ Roses.

M: Ho già detto i Beatles? Poi non posso non elencare gli Who i Jam, gli Stone Roses, Gli Smiths, gli Oasis, i Verve, i Blur, i Pulp, ma anche gruppi che qui difficilmente hanno girato come gli Ocean Colour Scene e i Dodgy.

 

 

6. Adesso invece con chi vi piacerebbe collaborare se poteste?

D: Con chiunque suoni rock per passione e divertimento!!! Suonare con Slash sarebbe un sogno e sicuramente resterà tale.

M: Avete il numero di Paul Weller? Non mi dispiacerebbe anche uno split album con i Mascinga. Sarebbe bello vedere come riarrangeremmo uno i pezzi dell’altro. Mi piacerebbe anche lavorare con gli Assist.

7. Chi è il vostro bassista di riferimento? La scelta è cambiata rispetto al passato?

D: Gene Simmons sempre e ovunque!!!

M: Sir Paul McCartney e John Entwistle. Non hanno mai fatto un giro brutto. Mai. Io suono in maniera molto più semplice, non mi posso nemmeno paragonare a loro. Faccio il minimo sindacale. Da ragazzino ero un super fan di Glenn Hughes dei Deep Purple.

altro bassista
Davide con i Mascinga

8. A livello di strumentazione che scelte avete adottato? Ciò ha influenzato il sound o altre scelte?

D: sicuramente la strumentazione è fondamentale per chi come noi punta sull’impatto sonoro … noi abbiamo addottato la scelta dei pick up attivi per il basso e testa e cassa Trace Elliot. Per quanto riguarda il resto chitarre Gibson e amplificatori Marshall sono indispensabili nel rock come la birra lo è all’october fest !!!!

M: Adesso ho un Epiphone SG che ha una varietà di suoni impressionante. Uso anche un basso che mi sono fatto costruire in liuteria qui a Torino e che ha tutti i legni Fender Messico. È praticamente un Precision. Ho anche un Flying V Vantage degli anni ’80 a scala corta e i miei bassi sono tutti bianchi e neri.

 

 

9. Quali consigli dareste ad un giovane che voglia affacciarsi al mondo della musica e realizzare un proprio brano?

D: Di suonare, divertirsi e scrivere ciò che sente dentro!!! E di mettere da parte le “PALANCHE” (soldi in dialetto ligure) per registrare in un vero e proprio studio perché è un’esperienza bellissima per un musicista.

M: Dico quattro cose: – Non guardare i talent show, diventi un imbecille. Se pensi che lì ci sia la musica hai sbagliato tutto. – Ascolta musica più vecchia di te, cerca di capire perché quella roba funziona ancora e che cosa c’era di straordinario in ogni canzone. – Scrivi musica e cerca di essere autocritico. Quando capisci che hai qualcosa di buono registralo e fallo sentire a chiunque.

10. Quali sono i vostri progetti futuri?

D: tra poco entreremo nuovamente in studio per registrare il terzo album di brani originali, con un nuovo batterista che ha portato nuova linfa alla band. Inoltre contiamo di solcare quanti più palchi possibile da novembre a marzo per far conoscere il nostro ROCK !!!!!

M: Lo dico per la prima volta visto che solitamente non mi piace annunciare prima le cose. Stiamo lavorando all’album. Si intitolerà Wonderwar. Ora avete un titolo. Poi si partirà a suonare per tutto l’autunno e l’inverno.