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Torino e Milano: pace possibile?

La domenica mattina è sempre un momento magico, in cui le idee si radunano e i pensieri si svuotano dalla carica emotiva e vengono filtrati da una luce diversa che sembra rimetterti in pace col mondo.

Quel momento in cui il sole fa capolino per un fine estate che ti fa assaporare il momento e permette di aprire la mente.

Capita così di potersi interrogare con serenità su temi ampi e che ci riguardano da vicino, ma senza l’ansia e la pressione che ci accompagnano nel corso della settimana.

Angelo Moriondo macchina caffé

Cominci così con un bel caffè e subito ti viene in mente la diatriba secolare che coinvolge da fine ‘800 le città di Torino e Milano.

Pochi sanno infatti che il caffè espresso è nato a Torino nel 1884, ma le macchine furono poi perfezionate e commercializzate a Milano nei primi del ‘900. Già qui immagino le prime reazioni di revanchismo e di polemica sui social (anche se all’epoca per fortuna non esistevano).

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Sarebbe bello se la polemica si potesse sfogare solo sul piano agonistico e sportivo, ricordando che la tappa di ciclismo più antica, la Milano Torino compie 140 anni, perché ebbe inizio nel 1876 e sarebbe bello poter confrontare gli sprin delle due città vedendo chi arriva prima alla tappa e con sano spirito sportivo.

Invece pare che ultimamente tra le due città sia prevalso lo spazio per le polemiche, con i media che hanno dato ampio risalto alla diatriba sul Salone del libro che però nascondeva due secoli di polemiche che purtroppo pare non abbiano ancora trovato fine.

Ma, come dicevo, è domenica mattina e sarà l’effetto di questo sole inaspettato o delle leccornie presenti al Salone del gusto, ma per un momento tutto sembra possibile e tranquillo. Tranquillo al punto che arrivi a domandarti se non sia giunto il momento di fare pace e provare a parlarsi e a costruire insieme le basi per un asse solido e basato su valori comuni, idee, storia e proposte per il futuro.

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Capita così di fare un salto nella città meneghina, per tastare con mano la situazione e vedere se anche dall’altra parte vi è questo senso di eterna diatriba. Scopri così che sotto il Duomo vi è una città frenetica ma al tempo stesso pratica ed accogliente, che ti permette di trovare il tuo spazio e in cui tutti si sentono parte di qualcosa.

Tornando indietro dopo una passeggiata in centro, un giro al museo e un po’ di shopping provi a fare il paragone e senti che allora forse un po’ di colpa è anche nostra. A Torino infatti tre quarti dei giovani ci tengono a dire che sono a Torino, ma che non se ne sentono parte perché e anche se vi è l’amore incondizionato per le bellezze del centro ed il cibo, resta ancora da costruire uno spirito identitario forte che tenga legate le persone e le imprese e che faccia sì che a Torino si torni ad investire perché ci sono le condizione per lavorare, per crescere e per creare benessere condiviso.

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La seconda differenza fondamentale la noti appena uscito dalla stazione. Milano è una città che guarda avanti, forse troppo, con una velocità forsennata e ritmi frenetici ma con crescita di aziende e di benessere per i cittadini, infrastrutture e capacità di aggregare.

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Torino dal suo si sta riscoprendo come città turistica e ogni tanto ricorda di essere stata una città dell’inventiva e della qualità, un esempio nel mondo da fine ottocento alla metà del secolo scorso. Perciò viene da chiedersi: poi che cosa è cambiato? Quando abbiamo perso la capacità e la volontà di scegliere al meglio per cedere ai compromessi e a una vision orientata ai fasti del passato?

Ma per un momento basta con il pessimismo torinese, che salta fuori e che spesso non vediamo.

In questi giorni Torino è magica e ricca di colori, sapori e prelibatezze da tutta Italia e dal mondo per un Salone del Gusto che ci dimostra ancora una volta che se ci si crede e si fanno bene le cose è possibile eccellere (e i maligni potrebbero parlare di una piccola Expo cittadina, senza i padiglioni ma con assaggi e piatti prelibati, ma paradossalmente da Milano pare arrivare solo interesse e magari la volontà di assaggiare qualcosa).

Salone del Gusto al Valentino

 

La bellezza di Torino viene fuori e anche il gusto per la tradizione e i sapori locali, unito allo spirito mercatale, una categoria spesso dimenticata ma che invece rappresenta fortemente le abitudini dei torinesi. Bello anche vedere per qualche giorno una città ripulita, con il parco del Valentino restituito ai cittadini e in cui si può passeggiare tranquilli, contornati da famiglie felici di rincorrere odori, colori e sapori.

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Perciò scusate ma adesso basta con le elucubrazioni e andiamo tutti a fare una passeggiata in questo evento che abbraccia in maniera naturale l’Italia e il mondo, e celebra Torino come capitale del gusto, e andiamo a gustare un po’ di paste siciliane o biscotti piemontesi e ci si rivede in giro per qualche stand bianco che a pancia piena si ragiona meglio. Buona domenica a tutti.

 

Luca Calderan

 

Luca Calderan
Luca Calderan è un redattore e SEO con numerosi anni di esperienza in ambito editoriale. Ex collaboratore de lastampa.it ed impiegato in ambito finance dal 2007. Luca racconta da sempre la città di Torino ed i suoi cambiamenti. Ha intervistato i più famosi artisti di Torino, sia quelli famosi che i musicisti di Torino. Volontario presso TEDxTorino e GDG Google Developer Group Torino.
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