Come introdurre Giulio Tedeschi? Ci sono personaggi che intervisti sapendo bene dove andare a parare.

Persone interessanti e piacevoli, ma ben inquadrabili e in parte prevedibili.

Se volessi fare un articolo facile rivolgerei qualche domanda a loro, ma con la giusta sconsideratezza che mi contraddistingue ho scelto di intervistare uno dei più poliedrici e geniali torinesi che io abbia avuto modo di conoscere.

Voi come vi rivolgereste a una «Eminenza della discografia underground italiana» [cit. Simone Stopponi, “Rockit Mag”, giugno 2003] che ha prodotto i dischi di gente del calibro di Statuto, Max Casacci (futuroSubsonica) e Rough?

E se davanti a noi non ci fosse solo un pioniere della musica rock, ma anche un poeta, manager e guru della scena musicale italiana?

Non resta che provare a scambiare quattro parole con Giulio Tedeschi, in occasione del trentennale della mitica Toast Records.

Untitled-21. Ciao Giulio. Complimenti per i trent’anni di Toast! Io sono praticamente un coscritto della tua etichetta e come tale non ho memoria degli inizi, mi racconti qualcosa di come è nato questo lungimirante progetto?

Domandona. Non volendo farla troppo lunga posso dirti quello che segue. Toast Records prende il volo dopo circa 7 anni di incubazione sotto le mentite spoglie di Meccano Records, nata inizialmente per allevare un giovanotto noto come Johnson Righeira e diventando poi, in breve tempo, cassa di risonanza per la primordiale scena punk italiana, producendo band come Raw Power e Bloody Riot o compilation culto come Raptus. L’esigenza della Toast nasce a metà anni ottanta, dopo il decesso ufficioso e mai rimpianto abbastanza del movimento punk. La volontà di organizzare una label che avesse come missione produrre, diffondere e promozionare nuova musica italiana era, allora, impellente. Credo fermamente, ancora oggi, che fosse essenziale mettersi in moto e dare una mano consistente alla scena tricolore. Questo in brevissime parole.

2. Se c’è una cosa che è chiara è che Toast sia ancora in gran forma dopo 3 decenni. Qual è il trucco e come si è evoluta l’etichetta negli anni?

Nessun trucco direbbe il prestigiatore in mezzo alla pista del Circo. In realtà il Circo ci sarebbe anche ed è quello del rock’n’roll. Manca il prestigiatore in frac.

Noi di Toast l’abbiamo sostituito con un modernissimo robot stile Asimov che non si stanca mai e ripudia i trucchi. Che non cede allo scoraggiamento. Che è assolutamente convinto della sua rotta. Che vede lontano perché ha occhi strobo e orecchie cosmiche. Che viene abbattuto e si rialza come se niente fosse. A fatica, forse, ma si rialza.

Come è riuscita Toast ad evolversi? Perché è stata capace di rimanere stabile nell’occhio del ciclone mentre tutto intorno a lei cambiava. Attenta. Con una perenne consapevolezza che la fine poteva essere sempre dietro l’angolo.

Untitled-ff3. Ti chiedo una cosa più in veste di fan che di giornalista: ci racconti alcuni momenti che ricordi con affetto della storia di Toast Records?

 Domanda complessa. La nostra storia è ricca di eventi che potremo ricordare con affetto. Ma ricordare è un lusso. Guardarsi indietro indebolisce, anche quando le cose da rivedere mentalmente sono bellissime. Il nostro destino è quello di avere un collo paralizzato in avanti. Ogni distrazione sarebbe dolorosa, quindi letale.

4. Attualmente a cosa stai lavorando?

Ristampare qualche titolo d’archivio. Abbiamo sempre evitato di farlo ma forse oggi è il momento buono. Un paio di progetti neonati da allevare. Organizzare qualche nuovo evento. Far partire Wanted Primo Maggio 2016. Concludere le edizioni 2015 del Premio Toast per la musica strumentale e del Premio Macchina da Scrivere.

In questi giorni, inoltre, stiamo mettendo a punto “Buone Nuove Dal Suono – Toast Records 1985/2015”, un magik-box limited edition composto da un block-notes che raccoglierà ordinatamente tutta una serie di testimonianze sui trenta anni di Toast Records, con allegato “Radio Pirata” (in edizione originale). Una compilation pubblicata da noi nel 2003 contenente 18 contributi sonori tra cui quelli firmati da Subsonica ed Afterhours.

Ci tengo a ricordare almeno qualcuno dei tanti che hanno appoggiato con i loro commenti questo progetto: Christian Amadeo (To7) & Gianni della Cioppa (critico musicale), autori delle due presentazioni, il batterista & saggista Antonio “TonyFace” Bacciocchi, Vittore Baroni (critico musicale), Maurizio Becker (Classic Rock), Max Casacci (Subsonica), Oskar & Naska degli Statuto, l’artista psichedelico Matteo Guarnaccia, Federico Guglielmi (critico musicale), Daniel C. Marcoccia (già direttore di RockSound Italia), Renato Marengo (già Demo/Rai), Gianni Maroccolo (produttore & musicista), Giancarlo Passarella (direttore di musicalnews.it), Ghigo Renzulli (Litfiba), Johnson Righeira (basta la parola!), Stefano Senardi (già Polygram), Andrea Tinti (Corriere della Sera Bologna), Vito Vita (autore della postfazione) e Massimo Zucchetti (il manifesto.it).

5. A proposito di eventi: quali sono stati i migliori concerti e festival organizzati da te e Toast dal 1985 ad oggi?

Nell’arco dei decenni abbiamo organizzato decine di situazioni che ci hanno sempre regalato gratificazione e soddisfazioni. Siamo semplici e probabilmente ci accontentiamo di poco.

Vediamo un pochino … il Bom Shankar Evento organizzato dalle parti del 1988 per pochi amici selezionati in un asilo infantile in disuso nella banlieu torinese con quattro protagonisti di tutto rispetto; Afterhours, No Strange, Peter Sellers, Vegetable Men e Massimiliano “Max” Casacci alla consolle.

Poi? La serata Toast ospitata dal Teatro comunale di Pennabilli nel 2005 per festeggiare i venti anni di attività. E non vorrei dimenticare Wanted Primo Maggio, faticosa ma eccitante maratona a favore della nuova musica. E così via …

6. Mi sa che pochi in Italia possono darmi una buona risposta, ma tu sei di sicuro tra questi. Quali sono i segreti per capire la qualità di un disco?

Non esistono segreti per afferrare la qualità di un disco, ma la sensibilità e l’attenzione per comprendere il valore e le possibilità di un progetto musicale che forse, presto o tardi, sarà all’altezza di concepire un grande disco.

Untitled-24447. Come vedi la situazione attuale della discografia in Italia?

Situazione, quale situazione? E’ il caos assoluto. Tanta buona volontà che si perde quotidianamente e finisce in un vicolo cieco . 

8. Come vedi il degrado portato dai talent show e dall’abuso della scena hip hop?

Le multinazionali hanno bisogno dei talent. Lasciamole giocare. Peccato che questi mostruosi tritacarne producano sogni infranti e frustrazione a un mare di ragazze e ragazzi che avrebbero bisogno non di gare ma di un supporto utile a crescere umanamente e creativamente.

La scena hip hop è da rispettare. L’abuso è pilotato dai soliti sciacalli che vogliono sfruttare al massimo la situazione. Ma quell’area ha abbastanza anticorpi per difendersi.

9. Come ti immagini i prossimi 30 anni della Toast Records?

Domanda a trabocchetto. Toast Records poteva benissimo essere sparita da tempo.

Dimenticata nelle pieghe di un passato lontano. Invece – purtroppo o per fortuna – è ancora in circolazione. Non chiedermi come, ma credo che l’essenza di Toast rimarrà a mezz’aria tra voi. Impalpabile, ma libera come sempre.

Grazie Giulio, per il tuo tempo, per la cordialità e per queste fantastiche risposte! E altri 30 di questi 30 anni!